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Di Rav Alberto Sermoneta

Dal 15 agosto sera, inizia, nonostante il mese di Av, un nuovo periodo, come se il mese, dopo tre settimane, iniziate il 17 di Tamuz - di lutto stretto - cambiasse totalmente la sua condizione. Infatti, è Tu be Av - il 15 di Av.

Racconta il midrash che, il 9 di Av, quando gli esploratori tornarono dalla visita di Eretz Israel e riferirono al popolo della difficoltà di conquistare ed abitare la terra, il popolo perse la fiducia in D-o e in se stesso; furono puniti, con il decreto di restare quaranta anni nel deserto. Nel Talmud di Gerusalemme (taanit 4) si racconta che, da quella notte, tutte le notti del 9 di Av, venivano scavate delle fosse dove scendevano dentro di esse gruppi di persone e l'indomani mattina venivano estratte le salme di esse. La notte del 9 di Av del quarantesimo anno, scesero nella fossa e l'indomani mattina furono trovati tutti vivi. Capirono che era cessato il decreto divino e che di lì a poco tempo, avrebbero abbandonato il deserto per fare ingresso nella terra di Israele. Iniziarono i festeggiamenti fino al 15 del mese. Per questo motivo si tende ad augurarsi che in quel giorno - il 15 di Av sarebbero cessate tutte le disgrazie del nostro popolo. Secondo il minhag sefardita e ashkenazita, da questo Shabbat, fino a quello che precede Rosh ha Shanà, si leggono sette haftarot di nechamà - consolazione, in cui si profetizza che dopo la sofferenza della distruzione del Tempio e la conseguente Diaspora, giungeranno sul nostro popolo soltanto gioie e benedizioni divine.
Possa il Signore esaudirci e farci gioire, dopo duemila anni di sofferenze e persecuzioni, di vedere il ritorno del nostro popolo alla terra di Israele e gioire della ricostruzione del Bet ha Miqdash.

Chag tu be Av sameach