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Di Rav Alberto Sermoneta

Nel libro di shemot (Esodo cap. 12 vv.2 e seg.) è detto:
“Questo mese sarà per voi il capo dei mesi, sarà il primo, per voi dei mesi dell’anno”.

Riguardo la preparazione all’uscita dall’Egitto, la Torà comanda ai Figli di Israele, una serie di regole estremamente minuziose, sia per la preparazione a questo evento quasi miracoloso, sia alla sua osservanza e quindi ricordo nel corso dei millenni.
Tant’è che più avanti nel testo dirà: “in quel giorno lo narrerai a tuo figlio dicendo: in grazia di ciò il Signore mi fece uscire dalla terra d’Egitto".

I Maestri della Mishnà (la legge orale composta nel II secolo dell’era volgare da rabbi Yeudà chiamato il principe), ci comandano di leggere la keriat shemà per intero, ossia comprensiva del terzo brano (Num. Cap.15 vv.37- 41) anche di sera, perché in esso è menzionato l’obbligo di ricordare l’uscita dall’Egitto tutti i giorni della vita.

Quindi è per questo motivo che la Torà ci raccomanda di comportarci durante la festa di pesach, allo stesso modo che se fossimo stati noi stessi ad uscire dall’Egitto.
Non è tanto difficile l’osservanza della festa durante i suoi otto giorni, quanto difficile è la preparazione della nostre case, per lo sgombero del chamez (ogni tipo di sostanza lievitata o che possa essere considerata tale, o soltanto che possa essere venuta a contatto con essa).
Al verso 15 del menzionato capitolo dell’Esodo è detto:
"Toglierete di mezzo ogni tipo di cibo lievitato, poiché chiunque si ciberà di cibo lievitato, verrà recisa la sua anima da mezzo al popolo”.
E’ estremamente rigoroso quindi il divieto di cibarsi di chamez, che chiunque trasgredirà verrà punito con la pena del caret; tale pena è considerata dai maestri del talmud, talmente grave ed inflitta direttamente da D_o che non darà alcuna possibilità di appello a chiunque si macchi di una simile colpa.
E’ per questo che i Chachamim hanno cercato di rendere la attuazione di queste regole estremamente rigorosa, cercando di non sbagliare e di non far sbagliare nella loro attuazione, alcun ebreo.
La pulizia della casa deve essere fatta nei minimi particolari, anche nei luoghi dove solitamente non si pensa neanche ad introdurre chamez, ma per errore invece è possibile, come ad esempio, mettere in tasca una caramella o un biscotto non Kasher le Pesach e dimenticarsene riponendo l’indumento.
Per questo motivo, la pulizia va iniziata molto tempo prima della festa; si usa iniziare dopo la festa di purim e addirittura vi è chi inizia ancor prima.
Si inizia sempre dai luoghi più distanti da quelli dove in genere si trova pane, pasta ed altri tipi di cibi proibiti per pesach, ad esempio nelle camere da letto, negli armadi e proprio nelle tasche di giacche e cappotti che vengono riposti senza attenzione.
La fase più importante delle pulizie per pesach è proprio nei luoghi dove si mangia e cioè in sala da pranzo ed in cucina, luoghi che dovranno essere kasherizzati più attentamente e soprattutto nelle immediate prossimità della festa.
La cosa più opportuna è quella di avere un servizio di stoviglie, pentolame, posaterie esclusivamente adibito per pesach, in modo da ridurre la fatica di una eventuale kasherizzazione, che è pur sempre parziale, in quanto alcune cose non sono kasherizzabili come ad esempio piatti e vasellame di porcellana.
Per quanto riguarda i recipienti di altro materiale, vale una regola fissa che dice:
“Cashem she bole’ò kach poltò”, “così come assorbono così espellono”.
Vediamo di analizzare questa norma che è un principio fondamentale per le regole della kasherut.
Ogni recipiente deve essere kasherizzato per ciò con cui sta a contatto.
Tutti i recipienti di vetro, se contengono solitamente liquidi caldi, debbono essere esclusivamente lavati con acqua calda; se invece si usano soltanto per bere bevande fredde, si lavano con acqua fredda e sono considerati adeguati all’uso per pesach.
Il pentolame e le posate che sono in genere a contatto con cibi caldi dovranno subire la hagalà- bollitura, procedendo in questo modo: si prende una grossa pentola e la si riempie di acqua fino al bordo mettendola sul fuoco a bollire. Da un’altra parte si metterà una grossa pietra o un mattone oppure un grosso pezzo di ferro a scaldare finchè non avrà raggiunto una gradazione altissima (di solito lo si pone nel forno in modo che il forno raggiunga un’alta gradazione di calore per poi essere anch’esso kasherizzato.
Quando l’acqua della pentola bolle, si prenderà la pietra o il sasso o il pezzo di ferro roventi e lo si getterà nella pentola, in modo da far fuoriuscire l’acqua bollente che in questo modo kasherizzerà sia la pentola che andrà anche a lavare gli angoli più nascosti della casa. A questo punto, continuando l’acqua a bollire si introdurranno nella pentola, ogni pezzo da kasherizzare, come posate, altre pentole, coperchi e coltelli che però non abbiano il manico di legno, in quanto questo non è kasherizzabile per il rischio di un eventuale introduzione di chamez, fra la lama ed il manico.
Per le teglie da forno, padelle che si usano per friggere e cose che solitamente vengono usate in forno, dovranno essere introdotte dopo che il forno abbia raggiunto un altissimo grado di calore e comunque non prima che anch’esso sia stato kasherizzato.
Una volta tolte, dopo che avranno raggiunto un alto grado di calore, dovranno immediatamente essere immerse sotto il rubinetto dell’acqua fredda, facendo molta attenzione a non bruciarsi. Soltanto dopo di ciò potranno essere considerati kasher.
Per quanto riguarda i piani di lavoro, se sono di marmo o acciaio inossidabile, basta versare sopra di essi dell’acqua bollente che va usata per la kasherizzazione delle pentole; se invece sono di legno o di materiale plastico, debbono essere accuratamente lavati con acqua calda e ricoperti con uno strato di carta stagnola.
Per la cucina a gas, si accenderanno contemporaneamente tutti i fornelli e li si lascerà andare a fuoco alto, finchè non cambiano di colore e dopo raffreddati li si laverà accuratamente con acqua. E’ bene comunque, rivestire anch’essi con carta stagnola.
Per lavastoviglie e/o lavatrici che sono state utilizzate per lavare stoviglie e indumenti sporchi di cibi proibiti per pesach, bisogna far fare un lavaggio a vuoto in modo che l’acqua bollente del lavaggio kasherizzi la macchina.
E’ bene acquistare ogni cibo nuovo, anche se questo non è stato mai a contatto con chamez e non ne contiene, come è assolutamente raccomandabile acquistare ogni sorta di prodotto alimentare, esclusivamente con la dicitura KASHER LE PESACH sotto la sorveglianza di un rabbinato che goda di una buona fama; in casi dubbi è opportuno sentire il parere del Rabbino capo.
Per quanto riguarda l’uso di farmaci o medicinali è preferibile far conoscere al proprio medico la problematica in caso sia opportuno sostituire la terapia con un’altra, fatta di prodotti permessi; in caso di salvavita è bene sentire sempre il parere del Rabbino capo.
Detto questo non resta altro che augurarVi ed augurarci un PESACH KASHER WE_SAMEACH.