Questo sito usa i cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Le info sulla tua navigazione sono condivise con queste terze parti. Navigando nel sito accetti l'uso dei cookie.

Di Rav Alberto Sermoneta

"
Ma tovu ohalekha Jaakov mishkenotekha Israel - Come sono belle le tue tende Giacobbe, i tuoi Santuari Israel" 


Di Rav Alberto Sermoneta

"Va iar Balak ben Zippor et kol asher asà Israel la Emorì - E vide Balak figlio di Zippor cosa aveva fatto Israele agli emorrei"
La nostra parashà inizia con la descrizione di una azione del corpo umano che è quella del vedere: solitamente un re non vede con i propri occhi ciò che accade al suo o ad altri popoli, ma viene a saperlo attraverso ciò che gli viene riportato.
In questo caso Balak seguiva da vicino le gesta del popolo ebraico, sin dalla sua uscita dall'Egitto: "Hinnè ha am jazzà mimizraim va ichas et en ha arez - ecco il popolo che è uscito dall'Egitto ed ha oscurato l'occhio della terra".
Balak aveva paura del popolo e quando si ha paura di qualcosa la si tiene costantemente sotto osservazione diretta.

 

Di Rav Alberto Sermoneta

Nella parasha' di Balak la Tora' ci narra che Balak, re di Moav non riuscendo a sconfiggere il popolo ebraico con le armi, chiamò un famoso stregone, Bilam, per maledire Israele.
La "preoccupazione " di Balak , se così la vogliamo definire, consisteva non tanto nel trovarsi di fronte un popolo particolarmente forte dal punto di vista militare, quanto quella di vedere una forte unità e compattezza all’interno del popolo .
Anche nei capitoli che seguiranno, il Signore, raccomanda sempre al Popolo “Unità”: sarà questa la forza che farà temere i popoli, nemici d’Israele, sia nel presente che nel futuro.
Proprio per questo Balak , pensa di ricorrere alla stregoneria; ma lo stregone Bilam nell'intento di formulare delle frasi di maledizione pronuncia invece benedizioni e frasi augurali: "non maledirai il popolo poiché esso è benedetto".
"Be derekh echad jezzehu' elekha, u ve shiva' derakhim janussu le fanekha""Per una strada usciranno verso di te e per sette strade scapperanno davanti a te"

Shabbat shalom


Di Rav Alberto Sermoneta

"Ma tovu ohalekha Jaakov mishkenotekha Israel - Come sono belle le tue tende oh Giacobbe, i tuoi Santuari oh Israel".
Con queste parole si concludono le maledizioni - benedizioni che Bilam, stregone chiamato da Balak a maledire Israele, rivolge al popolo, mentre esso si trova accampato nel deserto.
Le stesse parole si possono trovare negli ingressi di alcune Sinagoghe.
I rabbini commentano che le "tue tende oh Giacobbe" si riferisce alle scuole di Torà, mentre "i tuoi Santuari oh Israele" alle Sinagoghe.
Il motivo che le "tende" si riferiscano alle scuole di Torà, lo si può ritrovare nel racconto della Genesi, in cui si narra dei gemelli, figli di Isacco e Sara, Giacobbe ed Esaù.


Di Rav Alberto Sermoneta

La parashà di questo shabbat, ci narra di Balak re di Moav che, impaurito dalle guerre sostenute e vinte da Israele contro altri popoli, chiama Bilam- famoso e temuto profeta - stregone per maledire il popolo di Israele e per farsi fare profezie riguardo il futuro del suo popolo e di quello ebraico.
Sappiamo dal racconto biblico che nulla potè contro Israele poiché il popolo è costantemente protetto dal Signore Iddio: “lo taor et ha am ki barukh hu – non maledirai il popolo perché esso è benedetto”. Su tutto ciò che è benedetto a priori, la maledizione non ha effetto.
Ci troviamo davanti a due personaggi temutissimi dell’epoca: Mosè, profeta e Maestro del popolo ebraico e Bilam, profeta e stregone del culto pagano. Quali sono le sostanziali differenze fra i due personaggi?


Di Rav Alberto Sermoneta

Nella parasha' di Balak che leggeremo questo shabbat, la Tora' ci narra che Balak, re di Moav - una delle nazioni più' temute del mondo dell'epoca - non riuscendo a sconfiggere il popolo ebraico con le armi, tenta un'altra strategia.
Chiama un famoso stregone, Bilam, per maledire Israele, ma nell'intento di formulare delle frasi di maledizione, pronuncia benedizioni e frasi augurali al popolo.
Una delle espressioni divine a Bilam che si accinge ad eseguire la volontà del re Balak è quella che suona con le parole: "non maledirai il popolo poiché esso è benedetto".


Di Rav Alberto Sermoneta

Balak è il re di Moav, popolazione che aveva passivamente assistito alla vittoria del popolo ebraico contro i popoli che lo avevano attaccato durante i quaranta anni di peregrinazione nel deserto.
La "malattia" di cui Balak soffriva, non era quella di trovarsi al cospetto di un popolo particolarmente forte militarmente, quanto quella di vedere una popolazione unita e compatta.
Nei capitoli della Torà che seguiranno, il Signore, mette sempre in guardia il popolo per i tempi futuri, dicendogli di essere sempre unito, soprattutto nei periodi difficili.