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Di Rav Alberto Sermoneta

SHABBAT CHAZON
Con la parashà di Devarim, questo shabbat inizieremo la lettura del quinto ed ultimo libro della Torà. Il libro è conosciuto anche con il nome di Deuteronomio o “Mishnè Torà” poiché in esso vengono riassunte le parti fondamentali della vita del popolo durante i quaranta anni di permanenza nel deserto.
Il libro contiene una serie di discorsi ammonitivi che Mosè rivolge al popolo, prima di lasciarlo definitivamente all’ingresso della Terra di Israele.
Questi discorsi sono molto duri, paragonabili a quelli di un padre che prima di morire si rivolge ai propri figli ammonendoli e rammentandogli i momenti in cui hanno avuto un cattivo comportamento, perseguendo una strada non buona.


Di Rav Alberto Sermoneta

Con la parashà di Devarim inizia il quinto ed ultimo libro della Torà; esso comprende una serie di discorsi che Mosè rivolge al popolo, prima di lasciarlo definitivamente e prima che esso faccia ingresso finalmente, nella Terra Promessa.
Mosè come un buon padre si rivolge al popolo, anche con parole molto dure, riguardo il comportamento che dovrà tenere nella terra di Israele ed a volte ammonendolo che, nel caso in cui il popolo dovesse allontanarsi dall’osservanza delle mizvot in modo grave, potrebbero capitare gravi sciagure.
Tutto ciò, commentano gli esegeti, viene fatto da parte di Mosè con una eleganza ed una finezza che non tutti riuscirebbero ad avere.