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Di Rav Alberto Sermoneta

D-o per bocca di Mosè, si rivolge al popolo dicendo :
"Ecco, oggi chiamo a testimonianza il cielo e la terra; la vita e la morte ho posto dinnanzi a te, la benedizione e la maledizione ma tu sceglierai la vita, te e la tua discendenza".

Di Rav Alberto Sermoneta

"Attem nizzavim ha iom cullechem - Voi oggi siete tutti presenti"
La parola nizzavim in ebraico significa "essere dritti in piedi", ossia vivi e presenti.

Di Rav Alberto Sermoneta

La prima domanda che si pongono i Maestri del midrash è:“dove andò Mosè?” In effetti non troviamo scritto nulla riguardo il luogo dove si diresse.
Secondo un midrash, Mosè sapendo che i suoi giorni stavano per completarsi, si recò da ognuno dei componenti del popolo ebraico a salutarli, uno ad uno ed a chiedere perdono per le offese (eventuali) che aveva arrecato loro.


Di Rav Alberto Sermoneta

"Attem nizzavim ha jom kullekhem lifnè À Elo-hekhem - Oggi voi siete tutti presenti dinnanzi al Signore vostro D-o"
Così inizia la parashà che leggeremo questo shabbat, che è l'ultimo shabbat dell'anno.Rashì spiega l'inizio anomalo della parashà "oggi voi siete tutti presenti..." dicendo:

"Il popolo, all'ascolto delle kelalot si era talmente spaventato che aveva manifestato l'idea di rimanere nel deserto".
Mosè cerca allora di incoraggiarlo dicendogli che, nonostante le maledizioni, nulla potrà completamente distruggerlo, perchè il Signore ha giurato al popolo eternità.


Di Rav Alberto Sermoneta

Con queste due parashot , si conclude l'anno ebraico. Questo è infatti l'ultimo sabato prima di Rosh ha Shanà.
"Attem nizzavim ha jom cullechem lifnè A' Elo-hechem - voi siete oggi davanti al Signore vostro
D-o" così inizia la prima delle due parashot. Mosè, prima di morire, convoca tutto il popolo ai confini del deserto, raccomandando loro, quando entreranno di lì a poco nella terra di Israele, di comportarsi secondo ciò che il Signore ha comandato nella Torà.
Poi chiama Giosuè e alla presenza di tutto il popolo, lo investe dell'incarico di condottiero voluto dal Signore.


Di Rav Alberto Sermoneta

Le parashot di Nizzavim e Va jelekh possono considerarsi l'ultimo discorso che Mosé rivolse al popolo prima di accomiatarsi definitivamente.

Come un padre, forse ancor più che un Maestro si raccomanda a loro per il comportamento da tenere sulla Terra di Israele, dove finalmente stanno per entrare.
Il comportamento in base alle mizvot della Torà è fondamentale per la lunghezza della permanenza del popolo sulla terra di Israele, proprio secondo quanto si è letto nella parashà della scorsa settimana.
A proposito di quella parashà, i commentatori fanno notare che la parashà di Nizzavim, inizia con una espressione al tempo presente: " attem nizzavim ha jom cullechem lifne' A'..... - Ecco voi siete oggi tutti presenti dinnanzi al Signore".


Di Rav Alberto Sermoneta

“…Attemnizzavim ha jom cullekhem lifnè A’ Elo hekhem----Tutti voi oggi vitrovate davanti al Signore vostro D-o”.
E’ interessante notare che i verbi che compongono questa parashà sono tutti espressi alpresente; il motivo è assai profondo e esprime una garanzia per il nostro popolo: quello dell’eternità.
Infatti, se leggiamo tutta la parashà, come una buona parte della Torà, il Signore si rivolge a tutto il popolo, come se stesse attuando i Suoi proponimenti, nel momento in cui li annuncia.