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Di Rav Alberto Sermoneta

SHABBAT NACAMU’
Abbiamo appena trascorso il digiuno del 9 di Av, durante il quale abbiamo pianto per la distruzione dei due Templi di Gerusalemme e per tutte le disgrazie occorse al nostro popolo in quelle nefaste giornate. 


Di Rav Alberto Sermoneta

La parashà che leggeremo questo shabbat è piena di concetti fondamentali, riguardo la trazione e le regole dell'ebraismo.
In essa troviamo i due pilastri dell'ebraismo: gli Aseret ha dibberot - i Dieci Comandamenti e lo Shemà che è considerato la professione di fede nel monoteismo.
All'inizio di essa però, troviamo l'ennesima preghiera che Mosè rivolge a D-o, supplicandolo di farlo entrare nella terra di Israele.


Di Rav Alberto Sermoneta

Dopo il duro digiuno del 9 di Av viene meno anche il periodo di lutto che gradualmente, dal 17 di Tamuz per ventun giorni si è abbattuto sul nostro popolo, fino a culminare appunto con il digiuno lungo e luttuoso di tisha' be Av.
Anche questo shabbat come quello scorso, prende il nome dalla Haftara', anziché dalla Parashà: esso è infatti chiamato Shabbat Nachamù, in quanto la Haftarà inizia con le parole "Nachamù nachamù ammì - Consolate, consolate il mio popolo"; tant’è che e anche conosciuto con l'appellativo di "sabato della consolazione".