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L'anno che sta terminando è stato tutt'altro che positivo: la pandemia che ha colpito il pianeta intero, ha messo a dura prova l'essere umano che ha dovuto, prima rinchiuso nelle proprie abitazioni con il lockdown, poi con il distanziamento e le altre precauzioni, cambiare totalmente il proprio modo e stile di vita.

Fra le decine di migliaia di persone che hanno perso la vita nel nostro paese, anche molti nostri fratelli ebrei di altre comunità ci hanno lasciati a causa della pandemia; un pensiero speciale ed un abbraccio alle loro famiglie. Moltissimi sono stati contagiati, chi gravemente chi meno, ma hanno dovuto subire danni ai loro fisici e moltissimi danni economici.
L'autorità Rabbinica internazionale, ha deciso di indire digiuni e aggiungere preghiere, per chiedere all'Eterno di far cessare l'epidemia; fra le preghiere, se ne annovera una che è quella che solitamente iniziamo a recitare da Rosh ha shanà fino a tutto Yom Kippur e che è conosciuta meglio che suona con le parole:

"Avinu malkenu - padre nostro, nostro re".
"avinu malkenu menà magghefà mi nachalakha - padre nostro, nostro re impedisci l'epidemia dal tuo territorio".

Siamo alla fine dell'anno e per questo dobbiamo proporci di agire migliorando il nostro operato, adoperandoci per fare il bene del prossimo, e rivedere le azioni fatte nell'anno che sta finendo.
Siamo tutti d'accordo ad invocare D-o per aiutarci a superare questo nefasto periodo e chiederGli di far sì che l'anno che sta entrando, migliori la nostra situazione e salvi l'umanità da ogni sofferenza: fisica e morale.

"Avinu malkenu, menà magghefà mi nachalatekha; avinu malkenu kallé dever ve cherev ve ra'av mibbené beritekha - Padre nostro nostro re, impedisce le epidemie dal tuo territorio; padre nostro nostro re, cessi la pestilenza, la spada, la fame da mezzo ai tuoi figli".

È il caso, mai come quest'anno di augurarci
Tikhlé shanà ve Kileloteha
Takhel shanà u virkoteha - finisca l'anno con le sue maledizioni, inizi l'anno con le sue benedizioni.