Questo sito usa i cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Le info sulla tua navigazione sono condivise con queste terze parti. Navigando nel sito accetti l'uso dei cookie.

Cari Amici e care Amiche, Shabbat Shalom ve Shanà Tovà!
Il 5781 si apre con la necessità di riflettere profondamente su quello che abbiamo passato raccogliendo l’opportunità di far crescere la forza di sognare un futuro per la nostra Italia, per la nostra Città, per la nostra Comunità.

Ognuno di noi ha modificato modalità consolidate di vita e ogni persona ha cominciato a vedere le stesse cose di ieri con occhi diversi, dando importanza a ciò che non lo era, riconoscendo il valore del rispetto verso gli altri oltre che per sé stessi.
Oggi più che mai siamo davanti alla necessità di avviare percorsi in grado di accettare l'inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche.
Dovremo individuare percorsi in grado di investire nei giovani, perché se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l'incertezza e la necessità del cambiamento, hanno tutte assegnato all'educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani a gestire il cambiamento e l'incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio.
Dobbiamo essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro.
Questo è quello che ci insegna la Torà, questa è la strada che tutti auspichiamo si possa concretizzare. Questa premessa non è propriamente assimilabile al resoconto di un anno che si sta chiudendo, ma che piuttosto definisce un “manifesto” per il futuro della nostra Comunità.
Nell’anno che ci lasciamo alle spalle ci siamo posti l’obbiettivo di raggiungere un nuovo punto di partenza, con la volontà di portare avanti un sentimento comune, un’idea in grado di tenere acceso quel sentimento profondo che ci unisce e ci unirà per sempre.
Guardare il passato non significa attivare una ricerca ossessiva dell’errore, ma significa costruire, realizzare il futuro valorizzando il magnifico lavoro che ognuno di noi ha realizzato negli ultimi 25 anni. Tutto ha valore e la grandezza sta proprio nel saperlo raccogliere per renderlo speciale e unico proprio come lo è la nostra Comunità, patrimonio sociale del nostro essere Ebrei. Che si possa, assieme, trovare la forza per agire e reagire, e avere la serenità per condividere i piccoli e quotidiani momenti di vita in sicurezza e libertà.

Tikhlé Shanà Vekilelotea, Tachel Shanà Uvirchotea
Si chiuda l’anno con le sue maledizioni, cominci l’anno con le sue benedizioni.

Be Shanà Abbà beJerushalaim!

Shanà Tovà Umetukà