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Di Daniele De Paz

Care Amiche e cari Amici, Shanà Tovà!

Il 5782 si apre con l’auspicio che la nostra Comunità possa riprendere Vita, dopo oramai due anni in cui la partecipazione è stata limitata per cause di forza maggiore. L’auspicio è che resti forte in noi il desiderio di unione per un futuro certo, per un futuro migliore.

Oggi, più che mai, dobbiamo sentire la necessità di difendere la nostra Identità, sentimento fondamentale attraverso cui possiamo e potremo sempre sentirci fortemente Ebrei della nostra Città.
Occorre riconoscersi, passeggiando nella propria Città, nei luoghi ebraici, occorre vivere e partecipare alla vita ebraica, ai programmi culturali, alle funzioni in Bet Hakneset.
Occorre esserci!
Che quest’anno possa iniziare con l’idea di Comunità Viva, offrendo la gioia di ritrovarci nella nostra Casa. Un anno in cui richiamare i nostri giovani alla partecipazione, consapevoli che tutte le risorse che possiamo impiegare saranno sempre rivolte a loro.

Il primo pensiero in questo primo giorno di solenne celebrazione va alle persone che non sono più tra noi e che ci hanno lasciato più soli, più appesantiti da una responsabilità generazionale di saper tramandare il nostro bagaglio di ebraismo. Li ricorderemo e benediremo nella certezza che con ogni giorno della loro esistenza ci hanno fatto dono di gioie e insegnamenti.
Ricordiamo: Noemi Tolnauer, Paolo Zabban, Sion Yehiel Banin, Emilio Cesare Ottolenghi e Nahmiel Ahronee. Che il ricordo di tutti loro sia in benedizione!

Abbiamo partecipato con gioia al Brit Milà di Elia Chaim figlio di Nir e Adi Huna e siamo stati vicini al matrimonio che si è svolto negli Stati Uniti degli amici Ethan Murphy e Anna Rose Weitzler che ci auguriamo di vedere presto iscritti nella nostra Comunità. Che il Signore protegga loro e gli altri giovani della Comunità impegnati in questo percorso e possa la nostra Comunità continuare a crescere e a educare le nuove generazioni nell’amore della nostra tradizione e della nostra cultura.

Ci viene comandato che questo giorno sia un giorno di Terua, di chiamata a raccolta e con il suono dello shofar, scuotere e riflettere su chi siamo e cosa abbiamo fatto nell’ultimo anno. Un inizio che rappresenta l’assoluto e profondo momento di riflessione esistenziale, sui nostri comportamenti e le nostre responsabilità.
Questo è dunque il giorno per fare un bilancio e cercare di formulare qualche previsione e qualche augurio per il futuro basandosi su una delle Massime de Padri a noi più nota:

אם אין תורה אין דרך ארץ

אם אין דרך ארץ אין תורה

Senza Torà non ci sono le buone maniere
Senza le buone maniere non c’è Torà                       

Con il 5781 si chiude il mio secondo mandato da Presidente di questa meravigliosa Comunità.
Otto anni in cui la nostra Comunità ha dimostrato di essere ancora una presenza viva per la Città, otto anni in cui le nostre nuove generazioni si sono formate e sono cresciute con amore verso l’ebraismo grazie all’impegno di ogni singola Famiglia, alla dedizione del nostro Rav e delle attività proposte.
Anni in cui abbiamo attraversato situazioni di tensione che ci hanno offerto la possibilità di riflettere profondamente su quello che siamo, con l’auspicio di continuare a veder crescere la forza di sognare un futuro ricco e sereno per la nostra Comunità.
Anni che mi hanno insegnato l’importanza di riconoscere il valore del rispetto verso gli altri oltre che per se stessi. Anni dove ho compreso profondamente che per condurre una Comunità Ebraica serve visione d’insieme, serve riuscire a vedere oltre, guardando sempre avanti, senza farsi sorprendere da chi non crede che i progetti abbiano come unica finalità quella di far crescere, in ogni singolo membro di questa Comunità, un senso di appartenenza profondo. D’altronde si può provare questo sentimento solo avendo la percezione di essere parte di una Famiglia e di possederne il suo Patrimonio. Ricchezza che deve crescere e crescere sempre e senza sosta, appoggiata dalla nostra tradizione e cultura, dalla partecipazione al Bet Hakneset e dagli incontri promossi.
Penso che una Comunità debba essere gestita sotto diversi fronti che insieme debbano concorrere alla realizzazione di un equilibrio capace di trovare una zona di comfort comune.
L’auspicio è che resti forte in noi il desiderio di unione e, uniti, lavorare per un futuro certo, per un futuro migliore. L’auspicio è che alle prossime elezioni ci siano persone volenterose di prendere in mano le redini di questa nostra Comunità, con dedizione e passione, così come è stato fatto da questo Consiglio e da tutti i consigli precedenti. Dobbiamo essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro.
Questo è quello che ci insegna la Torà, questa è la strada che tutti auspichiamo si possa concretizzare.
Grazie per avermi dato l’occasione di dimostrare che è il tempo di un mandato a stabilire se si è operato bene o male. Grazie per avermi confermato quella fiducia che oggi definisce la solidità necessaria per far partire il prossimo Consiglio con serenità e agio per la progettualità, grande strumento vitale per realtà come la nostra.
Desidero ringraziare tutti i membri del Consiglio, di oggi e di ieri, l’Ufficio Rabbinico, la Segreteria, la sezione bolognese ADEI presieduta da Ines Marach e Yael Sermoneta per l’avvio del progetto culturale “Iruim be Bologna” da lei stessa ideato e diretto e che ha riscontrato ad oggi grande successo!
Grazie al gruppo di giovani e non, che garantiscono la sicurezza durante le nostre attività e a tutti coloro che donano tempo e professionalità alla nostra Comunità affinché resti sempre “Viva”.

Che sia, questo che si avvia, un anno di ascolto e capacità di imparare anche dal nostro prossimo. Un anno per la solidarietà. Un anno di luce ebraica!
Un anno ricco di frutti del sapere e del saper fare, un anno all'insegna dell'unità e di una maggiore concordia e collaborazione tra le diverse anime della nostra Comunità. Che si possa, assieme, trovare la forza per agire e reagire, e avere la serenità per condividere i piccoli e quotidiani momenti di vita in sicurezza e libertà.
Grazie a coloro che si sono impegnati e si impegneranno affinché la nostra Comunità resti sempre “Viva”.
Tikhlé Shanà Vekilelotea, Tachel Shanà Uvirchotea

Si chiuda l’anno con le sue maledizioni, cominci l’anno con le sue benedizioni.
Be Shanà Abbà Jerushalaim!
Shanà Tovà Umetukà