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Comunità Ebraica di Bologna Kehillah di Bologna

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Beha'alotecha (22 giugno 2024)

Di Marco Del Monte

Uno degli argomenti della Parashà settimanale è quello dell’accensione dei lumi della Menorà. Già nella parashà di Emor (Lev 24,3) si parla dell’accensione dei lumi e si specifica che questi siano costantemente accesi “davanti ad Hashem”. Si domanda il Talmud in Masechet Shabbat 22b: “Forse che Hashem ha bisogno di questa luce? Vediamo che nei quaranta anni nel deserto la colonna di fuoco proveniente da Hashem stesso faceva loro luce!”

Risponde il Talmud: “L’accensione del candelabro testimonia all’umanità che la Presenza Divina riposa in Israele”. Continua domandando il Talmud: “Qual è questa testimonianza? Il fatto che il lume occidentale in cui la misura di olio posta era la stessa misura di olio che era posta nelle altre lampade, tuttavia, accendeva le altre da essa ogni giorno e con essa concludeva, cioè, la lampada più occidentale continuava a bruciare per tutto il giorno dopo che tutte le altre si erano spente”. Il Shemen Rosh in base ad un insegnamento del Hidushei Harim mette a confronto questo lume miracoloso con un altro lume miracoloso e cioè quello della figlia di Rabbì Chanina ben Dosa. È scritto nel Talmud in Masechet Taanit 25a: “Una sera all’entrata di Shabbat, Rabbi Chanina ben Dosa vide che sua figlia era triste. Le disse: Figlia mia, perché sei triste? Lei gli disse: Ho confuso un vaso di aceto con un vaso di olio per accendere la lampada dello Shabbat. Le disse: Figlia mia, di cosa ti preoccupi? Colui che ha detto all'olio che deve bruciare può dire all'aceto che deve bruciare. Un Tanna insegnò che quella lampada rimase accesa continuamente per tutto il giorno fino all’havdalà”. Perché accomunare questi due esempi di accensione luminosa? È scritto che la nostra Anima è chiamata “Ner”, “lume” come è detto (Proverbi 20,27): “Poiché il lume di Hashem è l’anima dell’uomo”. Forse, uno dei significati del lume che deve essere costantemente di fronte ad Hashem è rappresentato dall’anima dell’uomo, la quale deve essere sempre e costantemente accesa di fronte ad Hashem. Esistono vari tipi di persone, alcune raffinate come l’olio puro proveniente delle prime gocce della spremitura; altre come l’aceto dei lumi della casa di Rabbi Chaninà. Non importa che tu sia, o ti senta, olio pregiato o aceto, puoi sempre “Accenderti” di fronte ad Hashem, Colui che dà la forza all’olio di accendersi la può dare anche all’aceto, e anche quando le altre luci intorno a te si stanno per esaurire, cerca di essere come quel lume occidentale la cui forza diviene la fonte della loro rinascita, questo testimonierà per sempre che la Presenza Divina dimora in quel luogo! Molti cercheranno di spegnere le luci, ma non sanno che il Lume è un Ner Tamid, cioè un Lume Eterno! E ricorda quel famoso racconto di Rabbi Israel Salant che “finchè il Lume è acceso è possibile aggiustare”.


Buona Accensione

Shabbat Shalom Umevorach!