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Di Rav Alberto Sermoneta

" E prese Korach figlio di Izzar, figlio di Kehat, figlio di Levi........"
Con queste parole inizia la parasha' che leggeremo shabbat; una delle domande che si pongono i nostri Maestri è che bisogno ci fosse di narrare la discendenza di costui che tanto male fece al popolo ebraico.
Korach era un membro della tribù di Levi, quasi sicuramente cugino di Mosè e di Aharon e padre e progenitore di coloro che verranno immortalati da Re David nei salmi e che furono fra i notabili del popolo di Israele fino all'esistenza del Tempio.


Di Rav Alberto Sermoneta

La parashà di questo shabbat narra la storia di tre uomini, Korach, Datan e Aviram, che organizzarono una ribellione contro Mosè ed Aaron per arrivare ad ottenere il potere in mezzo al popolo di Israele.La frase con cui esordiscono è “poiché tutta la congrega è santa ed in mezzo a loro c’è il Signore, perché vi innalzate sulla Comunità del Signore?”Tutti i commentatori s’incaparbiscono nel cercare una motivazione di questa sfida lanciata da costoro contro Mosè ed Aaron, visto che, anche Korach, appartenente alla tribù di Levi, aveva un incarico di prestigio in mezzo al popolo.La frase che più incuriosisce i commentatori è la prima in assoluto, l’inizio della parashà stessa, che suona con le parole: “ E prese Korach figlio di Izhar, figlio di Kehat figlio di Levi ecc…….”
Che cosa prese Korach?


Di Rav Alberto Sermoneta

Nella parashà che leggeremo questa settimana, viene narrata la storia di Korach.
Korach nonostante appartenesse alla tribù dei Leviti e sebbene avesse un incarico di prestigio in quella famiglia, non si accontentò e scatenò contro Mosè ed Aaron, una ribellione di massa.
Ma cosa realmente fece Korach nei confronti di Mosè e del popolo?
Il traduttore per eccellenza del testo biblico Onkelos, traduce il termine “va – ikkach – e prese” con il termine “va itpelag – si separò” , cioè, anche secondo l’opinione di Rashì, prese se stesso, Datan e Aviram e si allontanò dal resto del popolo che riconosceva in Mosè ed Aaron rispettivamente l’ autorità rabbinica e quella politica.