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Di Rav Alberto Sermoneta

“…Attemnizzavim ha jom cullekhem lifnè A’ Elo hekhem----Tutti voi oggi vitrovate davanti al Signore vostro D-o”.
E’ interessante notare che i verbi che compongono questa parashà sono tutti espressi alpresente; il motivo è assai profondo e esprime una garanzia per il nostro popolo: quello dell’eternità.
Infatti, se leggiamo tutta la parashà, come una buona parte della Torà, il Signore si rivolge a tutto il popolo, come se stesse attuando i Suoi proponimenti, nel momento in cui li annuncia.


La parashà in questione ,invece ci dà un’ulteriore garanzia; la scorsa settimana, leggendo la parashà di ki tavò e le maledizioni che si trovano in essa, sembrava quasi che, dato il suo nefasto comportamento, il popolo non meritasse lunga vita.
Viceversa, nonostante tutto “attem nizzavim ha jom“ ossia “oggi” al presente, in ogni momento della storia dell’umanità, nonostante tutto, vi trovate davanti al Signore Iddio.
Non c’è niente che possa cambiare il nostro destino; questo è ciò che il Signore D-o ha promesso al popolo e nonostante il suo comportamento sbagliato, Egli manterrà la promessa fatta.
Questo shabbat precede Rosh ha shanà; la parashà di nizzavim viene sempre letta in questo shabbat,perché vi è un forte legame con la giornata di Rosh ha shanà.
La divinità è sempre paragonata alla figura paterna, ed un padre, per quanto i suoi figli si comportino male, allontanandosi dal suo insegnamento, non può disconoscerli, non potrà mai punirli in modo irreversibile, né i figli, per quanto malvagi potranno mai scordare il sacrificio dei genitori per mantenerli e farli crescere.
In questi giorni, fra Rosh ha shanà e Jom Kippur, noi dobbiamo, in quanto figli di D-o, renderci conto della nostre caparbietà nei Suoi confronti e approfittare della Sua bontà, per fare una seria teshuvà e ritornare al Suo insegnamento.
Possa l’anno che sta entrando portare una seria teshuvà per noi, rendendoci meritevoli del perdono divino.

Shabbat shalom