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Di Rav Alberto Sermoneta

Questo shabbat leggeremo le due ultime parashot del libro di shemot chiamato "sefer ha gheulà - il libro della redenzione".
In esso si narra della sofferenza del popolo ebraico in Egitto, schiavi del faraone e della loro liberazione, fisica e spirituale, avvenuta con il passaggio del Mar Rosso e il mattan Torà.
Se l'una rispecchia la libertà fisica, l'altro evento quello spirituale, il mishkan - il santuario riflette l'identità del popolo,
ossia il luogo dove ogni ebreo poteva ritrovare se stesso e gli altri appartenenti alle proprie tradizioni.
Gran parte delle due parashot, trattano del completamento dell'opera e del suo inizio di attività.
"Il primo giorno del primo mese sorse il mishkan" così la Torà sancisce la sua nascita e l'inizio delle attività cultuali,
avvenuto il primo del mese di Nissan, mese in cui, l'anno prima il popolo uscì dall'Egitto.

Questo shabbat leggeremo sul secondo sefer il brano della "parà adumà - la vacca rossa", brano che dà il nome a questo sabato, chiamato appunto "shabbat parà".
Nel brano si narra che, prima dell'inizio del mese di Nissan bisognasse prendere una vacca di colore rosso e bruciarla, dopo averla macellata e scioglierne le ceneri nell'acqua del santuario e con quella farne delle aspersioni verso chi necessitava di purificarsi, dopo essersi reso impuro dal contatto con la morte. Infatti era fatta per tutti coloro che avevano avuto un contatto con un morto.
Questa cerimonia aveva una peculiarità: rendeva puri coloro che erano impuri ed impuri coloro che erano puri.
Una cosa molto strana, sostengono i nostri maestri!
Probabilmente la parà adumà permetteva alle persone impure di purificarsi per offrire il korban pesach - il sacrificio pasquale - che doveva essere offerto in stato di assoluta purità, ma doveva tenere anche lontano il bigottismo.
La Torà mette in guardia gli ebrei, dicendo di non eccedere nella rigorosità, quando non ce n'è bisogno.
La libertà sta anche nel sapere quando una cosa è necessario farla e quando invece se ne deve fare a meno.
Con l'avvicinarsi di pesach e quindi della redenzione, dobbiamo sapere quale è la strada giusta da intraprendere e scegliere quella migliore per ognuno di noi, senza alcun eccesso di zelo.

Shabbat shalom da Jerushalaim.