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Comunità Ebraica di Bologna Kehillah di Bologna

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VA-JAKHEL PEKUDE' (9 marzo 2013)


Di Rav Alberto Sermoneta

Questo shabbat leggeremo le ultime due parashot del libro chiamato "sefer ha gheulla'", ossia il libro di Shemot (secondo libro della Torà), in cui si narra dell'inizio della schiavitù in Egitto del popolo ebraico, fino alla sua completa liberazione.

Nelle ultime cinque parashot, si narra della costruzione del Mishkan - tabernacolo mobile del deserto - e dell'inizio della vita cultuale attraverso l'investitura dei Cohanim, capi spirituali del popolo.

Le due ultime, quelle che leggeremo questo shabbat, si concludono con la descrizione in modo solenne della fine dell'opera e della deposizione della Shechinà su di essa.

Il brano in questione inizia con le parole:

"...e vide Mosè tutta l'opera ed ecco l'avevano fatta; secondo ciò che aveva comandato il Signore avevano fatto".

Il maestro sefardita Rabbi' Izchak Caro, autore dell'opera "toledot Izchak" fa notare che il verbo "asa'" (fare) dall'inizio della costruzione del Mishkan, fino alla sua fine è ripetuto 248 volte.

Lo stesso numero delle mizvot 'ase' - mizvot positive: cioè spiega il maestro, tutti i precetti positivi comandati dalla Torà hanno lo stesso valore della grande mizvà di costruire il Mishkan.

Egli sostiene in base a ciò che è scritto all'inizio dell'opera "ve 'asu' li mikdash ve shakhanti' be tocham - facciano per me un Santuario ed Io abiterò in mezzo a loro" che la Shekhinà del Signore si sia definitivamente posata sul popolo, dal primo giorno del primo mese del secondo anno dall'uscita dall'Egitto, cioè il primo di Nissan (mese della gheullà).

Questo shabbat è anche shabbat ha chodesh, sabato in cui si annuncia l'ingresso del mese di Nissan, mese in cui cade la festa di Pesach; esso è chiamato dai maestri del Talmud, chodesh ha gheullà - il mese della redezione, poiché': "come di Nissan sono stati redenti dalla schiavitù egizia, così di Nissan saranno redenti da tutte le sofferenze".

Possa il Signore redimerci presto da tutte le sofferenze e farci gioire nel vedere la ricostruzione del bet ha mikdash.

Shabbat shalom e chodesh tov