Di Marco Del Monte
“Im Bechukotai Telechu…Se seguirete i Miei statuti…” (Lev 26,3).
Ad una prima lettura la Parashà assume un senso nettamente chiaro: Chi segue le leggi otterrà benedizioni.
Se volessimo proporre, invece, una lettura più Chassidico-Mistica dovremmo analizzare le varie accezioni dei termini usati. Secondo il Noam Elimelech, questo procedere quotidiano negli statuti viene interpretato come l’azione di collegare i “mondi superiori” a questo mondo. Il termine “Telechu” può essere letto e accostato, per comunanza di radice, sia alla parola Halachà, legge, sia ad Halichà, movimento, cammino. Il termine “Bechukotai” è formato con la parola “Chukat”, statuto, e nella Torà molteplici volte è scritto Chukat-Olam, che po’ essere tradotto come “statuto eterno” o come: “Chukat è un “Mondo”! Quindi la prima frase della Torà secondo Reb Elimelech di Lizenzk può essere tradotta con: “Se attiverete un movimento di collegamento tra i Miei mondi…riceverete infinite Berachot”. Cosa vuol dire tutto ciò? È scritto “Shivviti Hashem”, cioè, ho posto Hashem dinnanzi a me costantemente. Ciò significa che ogni azione di questo mondo andrebbe accompagnata da una kavvanà, da un’intenzione, che la sacralizzi: si mangia per dare forza al corpo di compiere mitzvot; si lavora per poter fare Tzedakà o per comprare il necessario per shabbat; si compra una casa per poter compiere la Mitzvà della mezuzà e così via. In questo modo ogni attimo vissuto nel mondo materiale si trasformerà automaticamente in un tempo spirituale e ogni istante di azione compiuta, anche la più materiale, si trasformerà in Mitzvà, portando molteplici Benedizioni!
Buon Cammino!
Shabbat Shalom