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Di Rav Alberto Sermoneta

Con la seconda parashà, il libro di Vaikrà continua l'elenco delle regole sull'istituzione dei Sacrifici:
quelli chiamati "olà" per cui si bruciava interamente l'animale, "zevach" dove si offrivano solo alcune parti dell'animale e "Shelamim" che erano i sacrifici di ringraziamento ed altri sacrifici farinacei.
Questo shabbat è il secondo dei quattro sabati chiamati "segnalati" che cadono in prossimità delle festività di Purim e Pesach.
È shabbat zakhor, il sabato che precede Purim, in cui si legge il brano che contiene l'ordine di ricordare ed insegnare, ciò che Amalek fece al popolo ebraico, all'uscita dall'Egitto e che continua a fare il male, attaccando sempre alle spalle, colpendo le persone più deboli del nostro popolo.

Amalek e Aman sono legati sia da una tradizionale discendenza, che dal loro comportamento malvagio verso il popolo ebraico.L'obbligo di ricordare il loro comportamento contro il popolo ebraico, deve essere per l'eternità, non per serbare rancore, ma per non abbassare mai la guardia.
Purim, che ci accingiamo a festeggiare domenica prossima, è infatti l'unica festa che, secondo l'insegnamento dei nostri Maestri, verrà mantenuta per l'eternità, poiché, l'origine della sua storia è la storia che il popolo ebraico, ha vissuto in ogni epoca.
"Vi jemè ha purim ha elle lo jaavrù mittokh ha jehudim - e i giorni di questo purim, non passeranno mai fra gli ebrei" questo è ciò che la meghillà insegna a tutte le generazioni, questo è ciò che noi ebrei dobbiamo osservare.Shabbat shalom e Chag purim sameach