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Di Rav Alberto Sermoneta

Con questa parashà inizia il terzo libro della Torà, il libro di Va-ikrà, conosciuto anche con il nome di Torat ha korbanot legge dei sacrifici oppure sefer ha tararà ve ha kedushà libro della purità e della santità.La prima cosa che salta all’occhio del lettore è che la parola “va ikrà” è scritta sul sefer Torà con una alef molto più piccola, rispetto alle altre lettere e questo, secondo l’opinione dei Maestri ha molteplici significati.Il grande maestro cabalista Moshè bar Nachman, conosciuto con lo pseudonimo di Ramba”n, sostiene che questa, sarebbe una delle tante occasioni, cambiamenti di lettere, parole scritte intere o mancanti, parole scritte in un modo che si leggono in un altro e così via, per dimostrare che la Torà, opera divina è scritta con sapienza e saggezza.


Di Rav Alberto Sermoneta

Con la parashà che leggeremo questo Sabato, inizia il terzo libro della Torà chiamato “Torat Ha Cohanim” ( la legge dei Sacerdoti ) o “Torat ha Korbanot” ( la legge dei Sacrifici ).
In esso vengono contenute tutte le regole riguardanti la vita ed il comportamento dei Cohanim. I Cohanim appartenevano ad una parte della tribù di Levi, i quali discendevano direttamente da Aharon, fratello di Mosè, ed essendo dediti al culto del Tempio, dovevano obbligatoriamente osservare determinate  regole comportamentali.
Nel libro sono inoltre descritti anche tutti  i sacrifici che ogni ebreo doveva offrire, nel corso della propria vita,  siano essi fissi che occasionali, sempre attraverso i  cohanim.