Precetto della procreazione (Genesi 1, 28)
Parashà Bereshit (Genesi 1, 1-6, 8)
Secondo il Sefer HaChinuch e il Shulchan Arukh (Even HaEzer 1:1), il precetto (mitzvah) di "essere fecondi e moltiplicarsi" (Genesi 1:28) serve a popolare il mondo (Yishuv Olam) riflettendo la volontà creatrice divina. Sebbene la giurisprudenza talmudica antica (Mishnah Yevamot 6:6) discutesse la quantità minima (la scuola di Hillel stabilisce un maschio e una femmina), pensatori come Maimonide (Mishneh Torah, Ishut 15:16) e commentatori come Rashi e Nachmanide elevano il concetto oltre il mero obbligo legale: generare vita è un atto di cooperazione etica e spirituale con il Creatore. Inoltre, come evidenziato dai dibattiti talmudici sul ruolo e la dignità della donna, la tradizione riconosce ampiamente che la costruzione della famiglia e la salvaguardia della vita umana poggiano sul consenso, sul rispetto reciproco e sulla tutela del benessere emotivo e fisico di entrambi i partner, evitando imposizioni unilaterali.