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Di Rav Alberto Sermoneta

Dopo quattrocento anni di schiavitù, finalmente il popolo rivede la strada della libertà.
Il faraone libera gli ebrei dall'Egitto e D-o sceglie per loro la strada più lunga per entrare in Eretz Israel; la strada più lunga ma più sicura, dove un gruppo di gente, anche se molto grande, può diventare popolo.

Di Rav Alberto Sermoneta

Il dovere di ricordare è alla base della tradizione del nostro popolo.

Di Rav Alberto Sermoneta

“ma zot 'asita lanu le hotzianu mimmitzraim - cos'è questo che hai fatto per noi di farci uscire dall'Egitto?"

Di Rav Alberto Sermoneta

Non c'è discussione sul fatto che nella nostra parashà si parli di acqua: le acque del Mar Rosso che si aprono per far uscire il popolo ebraico all'asciutto e che si richiudono per annegare l'esercito egiziano che li stava inseguendo; le acque di Marà che sono amare e che, con l'aiuto divino divengono dolci per far dissetare il popolo.

Di Rav Alberto Sermoneta

Nella prima parte della nostra parashà, la Torà ci racconta la miracolosa uscita dall'Egitto e il passaggio del Mar Rosso. Nella seconda parte invece ci viene narrato dei primi episodi, inerenti la vita nel deserto, in condizione di libertà. Subito dopo il passaggio del Mar Rosso, ci viene narrata una storia particolare, che inizia con le seguenti parole:"..e giunsero ad Elim dove c'erano dodici sorgenti di acqua e settanta palme da dattero e si accamparono li sull'acqua".

Di Rav Alberto Sermoneta

Il vento della libertà inizia a soffiare per il popolo ebraico dopo quattrocentotrenta anni di infame schiavitù.
Nella giornata del 27 Gennaio il mondo politico, insieme alle Comunità Ebraiche europee hanno celebrato la Giornata della Memoria, anniversario dell'apertura dei cancelli del campo di sterminio di Aushwitz.
La libertà è la parola più importante per gli esseri umani e quanto sangue è stato versato per l'ottenimento di questo bene prezioso!
Un bene che però non tutti ne sanno godere perché non ne conoscono a fondo il suo significato.

Di Rav Alberto Sermoneta

Con la parashà che leggeremo questo shabbat, la Torà ci narra del miracoloso passaggio del Mar Rosso e quindi del definitivo abbandono della schiavitù egizia dopo 430 anni.
Il concetto di miracolo nella tradizione ebraica, è assai diverso da quello delle altre tradizioni religiose; esso non consiste nella diversità o sopranaturalità dell’evento: come l’apertura del mare in due (o come alcuni “capolavori” cinematografici ci hanno mostrato nei vari periodi), bensì nel momento particolare in cui esso necessita.
Ad esempio, nel caso specifico, non è stato un miracolo quello del passare all’asciutto in mezzo al mare, bensì quello di trovarsi con il mare all’asciutto, quando l’esercito egiziano aveva ormai raggiunto gli ebrei e stava per colpirli o riportarli indietro.