Di Rav Alberto Sermoneta
Il periodo che stiamo trascorrendo è quello che precede Rosh ha shanà, definito dai Maestri del Talmud, con l'appellativo di "jom ha din - il giorno del giudizio".
In previsione di tale giornata e di tutto il periodo successivo che culmina con lo Jom Kippur, noi ebrei abbiamo il dovere di fare teshuvà - ritorno alle buone azioni e al comportamento dettatoci dalla Torà.
Di Rav Alberto Sermoneta
La parashà di Ki Tezzè è nota per il numero di mizvot in essa contenute. Sostengono i nostri Maestri, che il Signore D-o abbia voluto far conoscere a tutto il popolo le Sue caratteristiche non solo di bontà ma anche di giustizia.
Di Rav Alberto Sermoneta
Continua il lungo discorso che Mosè rivolge al popolo, prima che questi faccia ingresso nella terra di Israele.
Di Moshè Marco Del Monte
Se nella Parashà precedente si stabilivano indicazioni per la giusta amministrazione giuridica e politica, in questa parashà si esplicitano principi morali da attuarsi in molteplici casistiche di relazioni tra un individuo e il suo prossimo.
Di Marco Del Monte
“Ki tetzè lamilchamà al oievecha untano H’ E-lokecha beyadecha” ” Quando uscirai in guerra contro il tuo nemico, il Signore, L’Eterno, lo metterà in mano tua…”.
Di Marco Del Monte
Nella Parashà della settimana Hashem ci ordina una Mitzvà molto singolare: quella della costruzione di un parapetto come protezione intorno al tetto.
Di Marco Del Monte
Nella nostra parashà compare una delle mitzvot più delicate e profonde della Torà: Hashavat Avedà, la restituzione di un oggetto smarrito. La Torà ci dice: “Non vedrai il bue di tuo fratello o la sua pecora smarriti e non farai finta di niente; li ricondurrai a tuo fratello”.
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