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Di Marco Del Monte

Nel Pirkè Avot (5,6) si ricordano dieci cose che furono create alla vigilia di Shabbat. Una di queste, era proprio la “bocca della terra” che inghiottì Korach. Ci si potrebbe domandare quale sia il senso della creazione di questo elemento e perché fu creato appena prima dell’entrata di Shabbat.

Spiega il Ben Ish Chay nel suo commento Birchat Avot, che si deve riflettere in modo particolare e capire quanto sia grave la trasgressione dell’odio gratuito e del litigio. È così importante che Kadosh Baruch Hu preparò la punizione molto prima e non aspettò che avvenisse il fatto in pratica. Per questo continua Rabbì Chayym Yosef scrivendo di quanto ci si debba allontanare più possibile da questa grave trasgressione. Continua il Ben Ysh Chay insegnandoci che ogni giorno della creazione corrisponde ad un millennio di esistenza di questo mondo, come scrive anche David Hamelech nei salmi: “Poiché mille anni ai tuoi occhi sono come un giorno” (salmi 90,4).
Secondo i Chachamim la vigilia di Shabbat corrisponde al sesto millennio, cioè quello che precede la redenzione, paragonata al giorno dello Shabbat, chiamato proprio “Meen Olam Habbà”, cioè, “un giorno come il mondo futuro”, proprio per questo tutte le Halachot che riguardano la vigilia dello Shabbat rappresentano anche una metafora per la preparazione all’Olam Habbà: “Chi si affatica per preparare prima di Shabbat, mangerà durante lo Shabbat” (Masechet Avodà Zarà pag 3a). Non a caso i Chachamim si raccomandano di mantenere la calma durante le preparazioni dello Shabbat perché è un tempo dove nella frenesia delle molte cose da fare è molto più facile discutere; tutte le Halachot non sono solo semplici atti meccanici ma racchiudono significati molto profondi legati a dinamiche molto elevate. Dal momento che abbiamo dimostrato che la vigilia di Shabbat rappresenta la vigilia della Redenzione, capiamo anche che il periodo precedente quel momento sarà caratterizzato proprio dalle stesse dinamiche: Molte divisioni, discussioni, odio gratuito ed egoismo.
La descrizione di quello che avverrà viene presentata in modo molto dettagliato nel trattato di Sotà: “In prossimità della venuta del Messia crescerà la sfacciataggine, la vita diventerà sempre più cara, la vite darà i suoi frutti ma il vino sarà caro, il regno diventerà eretico e non ci sarà rimprovero; la casa di riunione (dei Maestri) diverrà casa di promiscuità, la Galilea verrà distrutta e il Gavlan sarà desolato, gli abitanti del confine vagheranno di città in città e non riceveranno pietà; la sapienza degli scribi andrà perduta, i tementi del peccato saranno abborriti e la verità sparirà; i giovani faranno sbiancare le facce degli anziani, gli anziani si alzeranno di fronte ai giovani. “Il figlio manca di rispetto al padre, la figlia si rivolta contro la madre, la nuora contro la suocera, i nemici dell’uomo sono gli abitanti della sua stessa casa”. La faccia della generazione sarà come la faccia di un cane, il figlio non proverà vergogna di fronte al padre. A chi dobbiamo appoggiarci? Al nostro Padre che presso i Cieli!  Proprio per questo è importante non cadere nell’errore di Korach: si dovrebbe quindi evitare ogni discussione; si dovrebbe pensare in modo più altruistico e non come Korach che voleva il potere, che Hashem aveva dato a Moshè e ad Aharon, tutto per lui, pensando che la cosa migliore spetta a me, che gli altri prendano il resto, anche se non è la cosa più buona, l’importante sono io; si eviti tutto questo proprio in questo tempo così difficile. Cosa porta tutto ciò? Alla Pace! Non a caso quando entra Shabbat tutto diventa Pace e non a caso ci si saluta proprio dicendo: Shabbat Shalom!

Allora quale migliore contesto per augurarvi come sempre Shabbat Shalom!