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Di Rav Alberto Sermoneta

La parashà di questo shabbat narra la storia di tre uomini, Korach, Datan e Aviram, che organizzarono una ribellione contro Mosè ed Aaron per arrivare ad ottenere il potere in mezzo al popolo di Israele.La frase con cui esordiscono è “poiché tutta la congrega è santa ed in mezzo a loro c’è il Signore, perché vi innalzate sulla Comunità del Signore?”Tutti i commentatori s’incaparbiscono nel cercare una motivazione di questa sfida lanciata da costoro contro Mosè ed Aaron, visto che, anche Korach, appartenente alla tribù di Levi, aveva un incarico di prestigio in mezzo al popolo.La frase che più incuriosisce i commentatori è la prima in assoluto, l’inizio della parashà stessa, che suona con le parole: “ E prese Korach figlio di Izhar, figlio di Kehat figlio di Levi ecc…….”
Che cosa prese Korach?

In effetti, se Korach prende qualcosa di materiale, la Torà non ce lo racconta, ma, da come inizia il testo, sembrerebbe quasi che Korach con i suoi “compari” avessero impugnato un’arma per ribellarsi contro i capi del popolo.Una possibile spiegazione ci è data dal grande traduttore in aramaico del testo della Torà Onkelos, il quale traduce il verbo “va ikkach – e prese” con il termine “va atpalig Korach” scambiando il verbo “prendere” con il verbo “dividere – separare”; cioè Korach prese il coraggio per creare insieme ai suoi compagni una contesa contro Mosè ed Aaron, con i quali fra l’altro era cugino.La gravità dell’azione sta nel fatto che la cosa è svolta volutamente in pubblico e Korach si macchia di una grave colpa che è quella di far arrossire il prossimo, in questo caso i capi del popolo, davanti al popolo stesso.La colpa di Korach era quindi di aver sobillato i suoi compagni a una causa che non gli apparteneva;Korach non aveva motivo di lamentarsi poiché apparteneva alla casta dei “prescelti”, mentre gli altri due erano “gente del popolo” ai quali non apparteneva alcun diritto dirigenziale.La scelta di creare scompiglio in mezzo al popolo è più grave di quella di rivendicare i propri diritti;Korach tenta questo, coinvolgendo e rendendo complici gente che non aveva alcun interesse. Questo fece sì che tutti coloro che si unirono a questa falsa rivendicazione di diritto altrui perirono con una morte talmente violenta (vennero inghiottiti vivi dalla terra) che si cancellerà per sempre la loro memoria.Non quella dei loro figli, che non si unirono a quella rivendicazione, poiché più avanti nel testo, troveremo scritto: “….e i figli di Korach non morirono….”.Nel libro dei Salmi, troviamo menzionati più volte i “figli di Korach” ai quali sono intitolati molti fra i 150 Salmi di David.

Shabbat shalom