Di Rav Alberto Sermoneta
"Vajozzè otò achuzza vajomer habet na hashamaima uspor ha cokhavim im tukhal lisppr otam....ko ijè zar'ekha - E lo trasse fuori e gli disse conta le stelle, se potrai contarle....così sarà la tua discendenza"
La parashà di lekh lekhà ci presenta un nuovo personaggio, Avram, colui che cambiando nome in Avraham diverrà il capostipite del popolo ebraico.
Prima però di subire il cambiamento del nome, Avram proveniva da una famiglia di pagani "ovedè cokhavim - servitori delle stelle".
Rashì commenta il passo sopra citato dicendo che c'è bisogno di una prova materiale a cui Avram viene sottoposto (una delle dieci).
La prova è proprio quella del testo citato, ossia venir fuori dalle tradizioni famigliari (...e lo trasse fuori) e "conta le stelle": cioè rendere sacro ciò che sacro non è e che per noi ebrei è considerato inferiore.
Infatti la caratteristica del popolo ebraico è quella di non dare alcuna importanza all'influenza degli astri sugli uomini.
Soltanto quando si ha il coraggio di sfatare ciò che gli altri considerano dei miti, si può brillare di luce propria.
"En mazal be Israel - Non c'è l'influenza del destino (astrale) su Israele - ammoniscono i Maestri del talmud!
Abramo che sarebbe divenuto il faro del monoteismo non poteva certo essere succube di certe credenze vane.
Shabbat shalom