Di Marco Del Monte

Shabbat Nachamù
Tradotto e adattato dal libro Imrè Noam di Rav Yoram Abargel ZZ”L

Questo Shabbat si chiama Shabbat Nachamù (Consolate) dal nome dell’Haftarà, ed è uno dei sabati di consolazione dopo il picco massimo di disperazione raggiunto a Tisha Beav: questa ripresa viene chiamata “addolcimento dei giudizi rigorosi”.

Quale può essere dunque il legame tra questa Parashà e Nachamù? La nostra parashà inizia con la Tefillà di Moshè Rabbenu come è scritto “Vaetchannan el H”. I nostri maestri ci dicono che Moshè pregò 515 preghiere come il valore numerico della parola Vaetchannan (midrash devarim rabba 11,10); In realtà Moshè voleva continuare ad aggiungere un’altra preghiera finché Hashem lo fermò dicendogli “Basta così, non continuare a parlarmi ancora su questo argomento” (Deut 3,26). Questo midrash è molto conosciuto ma Rav Abargel approfondisce ancora di più la motivazione e il segreto del numero delle tefillot di Moshè. Per capire questo, ci spiega Rav Yoram, va premesso e conosciuto il fatto dell’esistenza in cielo di sei tribunali celesti da cui escono giudizi e punizioni. I maestri capiscono questo dalla descrizione della profezia di Ezechiele in cui viene scritto: “E sei figure entrarono per la porta superiore che guarda a nord, ciascuna con la sua clava in mano” (Ez. 9,2), e viene ulteriormente approfondito nel Talmud (Shabbat 55,1): “Chi sono questi sei uomini? Rav Hisda disse: furia, ira e rabbia, distruzione, devastazione e annientamento (sei angeli della distruzione). La radice da cui deriva la forza di queste sei figure, corrispondenti ai sei tribunali di giudizio, è il nome di D-o “E-Lokim”, ed in particolare dalla presenza, per ben sei volte precise, di questo nome, nei versi che trattano la creazione della luce (Bereshit 1, 1-5). Scrive il Gaon Penè Yeoshua (su Berachot 32,a Dibur Hamatchil darash Rabbì Simlai) che il valore numerico del nome E-lokim è di 86; ripetuto per sei volte ci dà il valore numerico di 516. Ecco spiegato perché Moshè voleva aggiungere una sola preghiera in più, fino ad arrivare a 516, proprio per andare ad “addolcire” quei 516 giudizi che venivano emanati dai 6 tribunali. Hashem chiese a Moshè di fermarsi poiché almeno un livello di giudizio sarebbe dovuto rimanere nel mondo per poter dare, quantomeno, il minimo di “riprensione” e mettere un freno ai malvagi, affinché non rimanessero totalmente impuniti delle loro malefatte e distruggessero il mondo.
Come ci spiegano i maestri il nome E-Lokim rappresenta il giudizio rigoroso mentre il nome Havaya rappresenta la misericordia. Esiste un giorno in cui questi sei livelli di giudizio del nome E-lokim vengono sostituiti da 6 livelli di misericordia del nome Havaya. Questo giorno è proprio lo Shabbat. Proprio nel Kiddush noi pronunciamo la frase “Vaichal E-lokim Bayom Hashishi”, letteralmente significa: “Si concluse con (il nome) E-lokim nel sesto giorno”. Ciò significa che le forze del giudizio sono “addolcite” in questo giorno; addirittura anche a chi sta nel Gheinnom gli si dà riposo di Shabbat. Non a caso le iniziali delle prime parole del Kiddush, “Yom Hashishi Vaichullù Hashamaim”, danno il nome di D-o Havaya, quello che scriviamo in un modo e lo pronunciamo “A-d-nai”. Questa è una delle dimostrazioni che nello Shabbat domina il nome di Hashem della Misericordia. Oltre ciò, ci spiega Rav Yoram, che questi sei livelli di giudizio vengono addolciti con molteplici nostre azioni. In questo scritto ve ne proporrò solo una: La Benedizione del Pane. Nelle Seudot di Shabbat i maestri ci dicono di compiere la Mitzvà con due pani chiamati “Lechem Mishnè”, sicuramente in ricordo della doppia porzione di manna che ricevevano il venerdì, certamente per rispettare i due comandi relativi allo shabbat di Zachor e Shamor ma anche per addolcire proprio quei sei livelli di Din-Giudizio. Infatti, il valore numerico della parola “Lechem” “Pane” equivale a 78 cioè 3 volte il nome di Hashem Havayà (26), il nome della Misericordia. Ecco che mettendo due Pani, troviamo il valore di Lechem moltiplicato per due, quindi esattamente il valore corrispondente ai 6 nomi di D-o Havaya che vanno ad addolcire i 6 livelli di giudizio del nome di E-lokim. Non a caso alcuni usano mettere nel vino rosso (rappresentante il giudizio) alcune gocce d’acqua (rappresentante la misericordia), proprio per addolcire quel rigore di cui sopra. Molte azioni che facciamo possono sembrare semplici gesti ma ricordate che muovono grandi dinamiche spirituali e materiali.
Buon Addolcimento

Shabbat Shalom