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Di Rav Alberto Sermoneta

La Torà con questa parashà, continua a trattare della zara'at, la grave malattia che colpisce chi si diletta nella maldicenza.
Come già affrontato nella parashà di tazri'a, la zara'at si manifestava con piaghe che comparivano sulla pelle, facendone sbiancare il colore naturale.
Nella parashà di questa settimana, leggiamo che la malattia si espandeva fino al punto di colpire i muri delle case, fino a portare alla decisione di raderle al suolo.
Alcuni commentatori hanno visto, nella parola "MEZZORÀ" l'anagramma di "MOZZÌ SHEM RÀ - far uscire un nome cattivo" nei confronti del proprio fratello.

Infatti, la finalità della lashon ha rà è quella di infamare qualcuno, senza nemmeno rendersi conto di ciò che si fa o si dice, per il gusto di uno sfizio personale.
La Amidà che noi recitiamo tre volte durante la giornata, nei giorni feriali è chiamata "shemonè 'esrè - diciotto" poiché anticamente era formata da tale numero di preghiere e richieste al Signore.
Gli Uomini della Magna Congregazione - la Keneset ha Ghedolà, a causa delle continue persecuzioni del popolo ebraico, causate da calunnie, decisero di aggiungere un'altra preghiera alle diciotto già esistenti.
Questa preghiera inizia con le parole:
"Ve lamalshinim ve laminim bal tehì tikvà ve cullam che rega jovedu - per i maldicenti ed i calunniatori non vi sia speranza e si disperdano immediatamente".
Il bianco della pelle malata era la punizione per aver svergognato qualcuno in modo nascosto, rendendo palese al pubblico la colpa della maldicenza e chi l'aveva commessa; tant'è che l'unica via di guarigione era l'isolamento.
Chi sparlava pubblicamente andava punito lasciandolo isolato per un lungo periodo.
La caratteristica di questa malattia era quella di comparire improvvisamente, provocando da parte di colui che la contraeva, una forma di disagio nei confronti del suo popolo.
È per questo che ogni mattina, prima di accingerci ad affrontare la nostra vita sociale, preghiamo D-o chiedendoGli di salvare la nostra persona dalla lashon ha rà e dalle 'alilotot - calunnie.
La richiesta a D-o non va intesa come la protezione dalle maldicenze che qualcuno fa nei nostri confronti, ma da quella che noi potremmo fare nei confronti di altri.
Si, perché la lashon ha rà e le 'alilot, colpiscono gravemente coloro che le fanno non coloro a cui sono dirette.

Shabbat shalom